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Vita da dirigente: I sogni nel calcio di Doriana Comanda

'Il calcio la mia più grande passione: sogno una squadra professionistica...'

Alessio Petralla
18.02.2019 23:29

Il suo sogno è di arrivare a fare calcio come lavoro e magari in società professionistiche: stiamo parlando della team manager del Matera Sport Academy, Doriana Comanda, che svolge il suo ruolo con umiltà, professionalità e tanto amore...: "Il mio ruolo è abbastanza delicato - racconta a Blunte. Una sorta di trait d’union fra i quadri dirigenziali, i giocatori e le famiglie. Cerco di essere il punto di riferimento costante fuori dal campo ma allo stesso tempo sempre presente in campo. Devo sempre essere in grado di dare una soddisfacente risposta alle richieste e alle problematiche di allenatori, ragazzi e genitori. Devo occuparmi di quegli aspetti di contorno, ma non per questo meno importanti, che permettano ai protagonisti di percepire la sensazione che sia tutto sotto controllo e che si può quindi lavorare per un obiettivo comune che nel mio caso è la creazione di un gruppo famiglia. E poi c’è tutto l’aspetto coordinativo ed organizzativo di attività di supporto per partite, allenamenti, trasferte. Il ruolo del team manager quindi il mio è ampio. Lo si può considerare un cuscinetto posto tra ragazzi-genitori e allenatori-società. Il mio compito è quello di risolvere questioni che possano pregiudicare in qualunque modo l’attività sportiva: problemi caratteriali, scolastici, educativi, di trasporto e logistici, frizioni nello spogliatoio fra i ragazzi e le loro incomprensioni con gli allenatori, confronto con le famiglie ma soprattutto costante e puntuale dialogo con allenatori e ragazzi".

I CAMPIONATI: "Stiamo disputando il campionato Regionale Basilicata e quello della Provinciale area materana. Nel primo vi militano gli Under 15 e gli under 17 vale a dire i Giovanissimi e gli Allievi. Con la seconda categoria siamo al terzo posto e combattiamo con altre formazioni, molto organizzate, per provare a vincere il campionato che è molto equilibrato. Con i primi, invece, stiamo superando le aspettative: siamo a metà classifica dimostrando di potercela giocare anche con le più forti. Tutto merito della competenza dei tecnici".

SOGNI E AMBIZIONI: "Non sò dove potrò arrivare in futuro ma una cosa è certa: il calcio sarà sempre la mia più grande passione. Adesso faccio la dirigente, e in passato ho ricoperto anche altri ruoli, con grande umiltà tanto che dai "miei" giovanissimi calciatori mi faccio chiamare per nome. Un giorno mi auguro di operare in qualche club professionistico anche se per una donna è una cosa abbastanza difficile: regna un pizzico di pregiudizio. Lotterò sempre e comunque per raggiungere il mio sogno".

LA PASSIONE PER IL CALCIO: "Ce l'ho da tanti anni ed è aumentata con i mondiali del 2006. Com'è nata? Così per caso. Ricordo che a scuola mi divertivo a disegnare Ronaldo. Altra figura importante che me l'ha trasmessa è stata quella di mio padre che ha avuto per anni una squadra in paese: adesso è in FIGC. Ho iniziato il mio percorso da dirigente all'età di 17 anni: sono già sei anni di lavoro e devo dire che anche lui è contento...".

 

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