Cultura, musica e spettacolo

Concerti: Stefano Bollani e Hyung-Ki Joo insieme a Taranto

Svelata la grossa sorpresa all’interno della ventottesima rassegna Ico OMG in programma al teatro Orfeo. Due grandi pianisti, repertorio infinito, cifra improvvisativa sconfinata, uniti da “divertentismo” e guizzo ironico. Da non perdere

Comunicato stampa
12.09.2019 11:01

Stefano Bollani e Hyung-Ki Joo, due grandi pianisti di statura internazionale per uno spettacolo straordinario, unico, venerdì 29 maggio 2020, Stagione orchestrale 2019/2020 in collaborazione con il Comune di Taranto, partner istituzionali Regione Puglia e MiBAC, Ministero per i Beni e le Attività culturali. Nella recente conferenza stampa di presentazione svoltasi a Palazzo di Città, il direttore artistico dell’Orchestra della Magna Grecia, Piero Romano, aveva fatto cenno a una ulteriore sorpresa all’interno della ventottesima stagione. Ecco, dunque, svelati i nomi: Bollani e Joo, due fra gli artisti più “corteggiati” del panorama musicale internazionale. Due artisti che si “spiegano” da soli. La tecnica elevata dei due pianisti non si discute. Per loro “parlano” le centinaia di concerti in tutto il mondo. I due spaziano con disinvoltura da un genere all’altro sempre con risultati straordinari. Valore aggiunto negli spettacoli di Bollani e Hyung-Ki Joo: la cifra ironica, il sano divertimento applicato a pop, rock, jazz e classica. Dunque, due grandi artisti per un appuntamento che ha tutti i crismi dell’eccezionalità. E bene ha fatto l’Orchestra a portarsi “a casa”, al teatro Orfeo, una coppia di musicisti di grande richiamo. 

Stefano Bollani, noto al grande pubblico per concerti jazz con grandi della musica internazionale e per le numerose trasmissioni televisive e radiofoniche, di cui è spesso autore, inizia a studiare pianoforte all’età di sei anni ed esordisce professionalmente a quindici. Dopo il diploma di conservatorio e una breve esperienza nel mondo del pop (Raf e Jovanotti, fra gli altri), suona alla Town Hall di New York, il Barbican di Londra, la Scala di Milano, la Salle Pleyel di Parigi. Centinaia i concerti con Enrico Rava (tredici album). Collabora con Richard Galliano, Bill Frisell, Gato Barbieri, Sol Gabetta, Phil Woods, Lee Konitz, Pat Metheny e Chick Corea. E’ il secondo musicista, dopo Antonio Carlos Jobim, a suonare un piano a coda in una favela. In ambito classico si esibisce come solista con orchestre sinfoniche al fianco di direttori come Zubin Mehta, Kristjan Järvi, Daniel Harding, Antonio Pappano e Riccardo Chailly. Con quest’ultimo incide “Rhapsody in Blue” e “Concerto in Fa” di Gershwin (Disco di platino, 70.000 copie vendute). A teatro collabora con Claudio Bisio, Maurizio Crozza, Giuseppe Battiston, Marco Baliani, la Banda Osiris e Lella Costa. In tv è ospite di Arbore in “Meno siamo meglio stiamo” (Raiuno) e ideatore, autore e conduttore di “Sostiene Bollani” (Raitre) e “L’importante è avere un piano” (Raiuno), improvvisazioni e musica dal vivo.

Hyung-Ki Joo, acclamato come “uno degli esseri umani dotati di più grande talento”, pianista e compositore anglo–coreano, ha conquistato il grande pubblico di ogni angolo del mondo. Billy Joel lo scelse per gli arrangiamenti e l’incisione dei brani di musica classica per l’album “Fantasies and Delusions”, per mesi nella classifica di Billboard per diciotto settimane. Nato in Inghilterra da genitori sudcoreani, ha conseguito i diplomi di laurea e master alla Manhattan School of Music. Come solista si è esibito con la London Philharmonic, la Royal Philharmonic, Seoul Philharmonic, KBS e la Warsaw Symphonia. È uno dei membri fondatori del trio pianistico Dimension. Suoi partner di musica da camera sono stati Lidia Baich, Michael Collins, Gervase de Peyer, Martin Frost, Nobuko Imai, Monika Leskovar, Janine Jansen, Mischa Maisky, Julian Rachlin e Radovan Vlatkovich. Insieme con il violinista Aleksey Igudesman, Hyung-ki Joo ha travolto il mondo con spettacoli straordinari, combinando la musica classica con la cultura popolare e dando vita a spettacoli comici seguendo le impronte di artisti come Victor Borge e Dudley Moore. 

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