Contact center Inps: UGL, ‘Applicare la clausola sociale è un dovere’

CRONACA
10.09.2021 18:39

Bari, Milano, Roma, Napoli, Catanzaro: stamane, presso le sedi dell'Inps di queste città, UGL Telecomunicazioni ha organizzato un flash mob per ribadire l'importanza della clausola sociale, una norma pensata ad hoc per salvaguardare i posti di lavoro nel mercato dei call center. Un mercato, per tanti aspetti selvaggio, in cui la clausola è diventata una delle poche, ma vere ancore a cui i lavoratori possono aggrapparsi. L'Inps vorrebbe internalizzare alcuni servizi, attualmente affidati a call center esterni, svuotandola di ogni significato e gettando nell'oblio anni di battaglie sindacali. A L'Aquila, a partire da novembre, oltre un centinaio di lavoratori si vedrà privato del posto di lavoro: il capoluogo abruzzese, perciò, potrebbe essere la prima tessera di un puzzle che rischierebbe di essere smantellato in poco tempo. Ug Telecomunicazioni è decisa a difendere a ogni costo la norma e i lavoratori e lo farà in tutte le sedi opportune. Anche a Bari la partecipazione è stata corposa. La RSA Antonella Fortunato ha messo il dito nella piaga, perché i problemi sul tavolo sono come le matrioska. «Ce ne sono almeno due e particolarmente rilevanti: alla perdita del posto di lavoro, perché Inps non vuole applicare la clausola sociale - spiega Fortunato - va aggiunto il pesante senso di precarietà dei lavoratori. Infatti in molti hanno sottoscritto contratti di appena dieci ore e il loro stipendio non supera le 320 euro, una cifra persino inferiore al reddito di cittadinanza». Francesco Russo della Segreteria di Taranto, infine, ha sottolineato il valore dell'odierna protesta. «La posizione assunta dall'Inps non piace affatto. Ci sono - conclude Russo - incongruenze su incongruenze che UGL Telecomunicazioni non accetterà mai». (CS)

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