CRONACA

Morte Alessandro Morricella, martedì 1° ottobre parte il processo

Il ‘Collettivo Morricella’ chiama tutti a sostegno di Alessandro, simbolo delle morti innocenti dell'Ilva, ma anche del territorio e soprattutto della giustizia

Comunicato stampa
26.09.2019 12:48

Alessandro Morricella morì a 34 anni, nel 2015, dopo essere stato investito da una colata di ghisa

Martedì 1 ottobre 2019 avrà inizio il processo per la morte di Alessandro Morricella, avvenuta sull'Altoforno 2, uno degli impianti posti sotto sequestro e su cui hanno perso la vita otto lavoratori del siderurgico tarantino. C'è una verità incontrovertibile che non sarà necessario che alcun processo chiarisca: quegli impianti non dovevano essere in marcia. Quelle otto vite dovevano essere ancora con noi e con le loro famiglie, al posto dell'enorme vuoto che hanno lasciato. È solo in nome del profitto e della produzione che lo Stato italiano ha consentito il loro funzionamento nonostante fossero stati dichiarati pericolosi per la vita di chi ci lavora.MDal processo però ci aspettiamo "giustizia" e verità. La nuova pronuncia del Tribunale del Riesame ha concesso ulteriore tempo per il fermo dell'impianto che ha ucciso Alessandro e che non dà ancora alcuna garanzia di sicurezza per chi ci lavora oggi, come dimostrato dall'ultima perizia tecnica effettuata. Sia resa giustizia ad Alessandro e a tutte le vittime evitabili di quello stabilimento. Noi seguiremo tutte le fasi del processo e chiamiamo la cittadinanza a sostenere le ragioni delle vittime. Ma l'occasione è utile anche per chiedere alla politica di programmare un altro futuro per il nostro territorio e per la nostra gente. Si chiudano per sempre gli impianti "fonte di malattia e morte" e si programmi, una volta per tutte, la riconversione tanto auspicata. Di fabbrica si muore, dentro e fuori. Di alternative possiamo vivere. Per tutto questo chiamiamo tutte e tutti a presenziare alla prima udienza del processo prevista per martedi 1 ottobre alle ore 9.00 presso il Tribunale di Taranto. A sostegno di Alessandro, simbolo di tutte le morti ingiuste dell'Ilva, ma anche del territorio e soprattutto della giustizia.

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