CRONACA

Clima: Repubblica, ‘Cozze a rischio con i mari più acidi’

31.07.2020 23:30

Foto di RitaE da Pixabay
La loro capacità di adesione (agli scogli) è proverbiale: le cozze le conosciamo, ancor prima che sulle nostre tavole, per essere capaci di appiccicarsi con forza alla superfici in cui vivono. Questo legame, reso possibile grazie al bisso, l'insieme di filamenti prodotti dalle cozze che consentono appunto di aderire alle rocce, potrebbe però essere messo a rischio dai cambiamenti climatici. Perché l'acidificazione delle acque potrebbe alterare la disponibilità del ferro, elemento essenziale per la formazione del bisso e delle placche con cui le cozze si attaccano alle superfici. A raccontarlo sono alcuni ricercatori sulle pagine di Environmental Science & Technology, che hanno effettuato una serie di test di resistenza delle cozze, in acque con diverse concentrazioni di ferro. La presenza e la disponibilità del ferro nelle acque è un tema piuttosto complicato, cui contribuiscono diversi fattori, dal pH delle acque, alla polvere atmosferica e alle acque che arrivano da terra, spiegano i ricercatori in apertura del paper. Semplificando però quello che si può dire – relativamente alle cozze, in cui il ferro è il metallo più abbondante nelle placche che le tengono attaccate alla superficie di supporto – è che i mitili preferiscono il ferro in forma particolata, abbondante nelle aree costiere. Ne consegue, scrivono gli scienziati, che le forme insolubili del ferro siano le preferite dalle cozze per la formazione del loro bisso. L'acidificazione degli oceani però favorisce la solubilizzazione del ferro, modificandone la disponibilità. Ma come si comportano le cozze di fronte a questi cambiamenti? Come cambia, in sostanza, la loro risposta alle variazioni di ferro nell'acqua? Per scoprirlo i ricercato hanno messo le cozze in coltura in ambienti con diverse concentrazioni di ferro - normali, o maggiori o minori - e hanno osservato come crescevano non solo le cozze ma soprattutto se e come cambiava la loro capacità di adesione alla superficie (in questo caso delle superfici di alluminio). Quello che hanno visto è che al diminuire del ferro, l'adesione era meno debole, all'aumentarne la forza di adesione delle cozze al substrato anche cresceva, ma solo fino a un certo livello, oltre il quale diminuiva e si modificava la microstruttura delle placche, che diventavano più piccole e più porose. A dimostrare, scrivono in conclusione i ricercatori, come modificare la disponibilità di un metallo cambi anche la capacità adesiva delle cozze. "Quanto osservato fornisce una dimostrazione di come l'alterazione di metalli biodisponibili possa influenzare sia il modo in cui gli animali producono materiali che cambiamenti delle performance meccaniche", scrivono in chiusura, aggiungendo come questo sia uno dei (tanti) fattori da tenere in considerazione con l'acidificazione degli oceani.

Martina Franca: Dal Gambero Rosso in Valle d’Itria, giro del mondo in una pizza
Serie B: Miracolo Cosenza, Pescara e Perugia ai playout