CRONACA

Coronavirus: Filctem Cgil Taranto, ‘Grazie a tutti i lavoratori dei servizi essenziali’

‘Come sindacato siamo chiamati a vigilare sulla loro salute’

Comunicato stampa
26.03.2020 13:59

 Giordano Fumarola, segretario generale della Filctem Cgil Taranto
Le lavoratrici e i lavoratori del comparto energia, gas e acqua, elettrici, dei servizi di selezione della raccolta differenziata, ma anche chi lavora nelle confezioni e nelle industrie tessili, tutti coloro che in questi giorni grigi continuano a portare avanti l’economia del territorio, sacrificando sé stessi, perché con senso di professionalità e responsabilità stanno affrontando questa emergenza. A loro va il nostro ringraziamento, ma anche la nostra attenzione, perché come sindacato siamo chiamati a vigilare che vengano rispettate tutte le procedure per la tutela e la salvaguardia della salute dei lavoratori. In questo periodo, mentre metà paese è costretto a casa, e l’altra metà mantiene a galla l’Italia, è necessario interrogarsi sul sistema produttivo, sul tessuto di imprese che serve al territorio e che si pone come strumento di innovazione e sostenibilità. In questa emergenza abbiamo visto quanto fondamentali siano le reti per garantire vivibilità e servizi, ma anche le manifatture, che rendono resilienti i territori alle difficoltà globali. È grazie al lavoro di chi opera nei servizi essenziali che possiamo continuare ad avere nelle nostre case il gas, l’acqua corrente, l’energia. È grazie al lavoro di chi opera negli impianti di selezione delle raccolte differenziate che non abbiamo abbandonato l’impegno di fare di questo Paese un esempio di sostenibilità. Servizi che nonostante sembrino scontati, non lo sono affatto, perché ci sono persone che quotidianamente operano affinché tutti noi possiamo godere di una buona qualità della vita. Grazie alle imprese e alle operaie e agli operai delle nostre confezioni abbiamo potuto, come a Martina Franca e in Valle d’Itria, trovare il modo per aggirare la carenza di mascherine. In altre regioni italiane vediamo come le industrie si siano riconvertite a produrre strumenti medicali per sconfiggere la malattia. Da questa consapevolezza è necessario ripartire, dalla necessità di ritornare a considerare il lavoro come servizio al territorio, come strumento di miglioramento collettivo. Troppe risorse, umane, economiche, ambientali, sono state dissipate negli anni in cui si pensava a un’economia troppo dematerializzata, basata quasi esclusivamente sui servizi, ma che invece aveva semplicemente spinto la parte manifatturiera oltre l’orizzonte, in luoghi dove in nome della globalizzazione economica i diritti venivano, e in alcuni casi ancora vengono, negati. Questa emergenza ci impone una riflessione in questa direzione, perché siamo ancora in tempo per aggiustare il percorso, non uscire troppo fuori strada. Come organizzazione sindacale consapevoli di questo particolare momento, vigileremo nelle aziende affinché vengano rispettate le condizioni dei lavoratori affinché il nostro prioritario interesse è la salute e la sicurezza dei lavoratori. A chi in questi giorni continua a lavorare per portare avanti il Paese va il nostro pensiero e il nostro grazie.

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