Taranto, in occasione della Giornata della Memoria, ‘Tanto vale divertirsi’

Cultura, musica e spettacolo
20.01.2024 01:13

In occasione della “Giornata della Memoria”, l'assessore comunale alla Cultura, Angelica Lussoso, ha previsto un’interessante iniziativa a favore delle Scuole Secondarie Superiori del capoluogo ionico.

Allo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica affinché non dimentichi la persecuzione e lo sterminio del popolo ebreo, sono stati messi a disposizione 450 biglietti gratuiti per assistere allo spettacolo in matinee dal titolo "Tanto vale divertirsi", interpretato dalla compagnia teatrale "Uno&Trio" composta da Antonella Carone, Tony Marzolla e Loris Leoci.

La rappresentazione, che si terrà il prossimo 27 gennaio alle ore 10.30 presso il Teatro Fusco, si propone di offrire un'esperienza coinvolgente ai giovani studenti degli Istituti scolastici superiori della città affinché vengano promosse la riflessione e l'educazione sulla storia, nella speranza che tragedie del passato come quella dell’Olocausto non siano dimenticate e possano insegnare preziose lezioni per il futuro.

L'Assessorato alla Cultura del Comune di Taranto invita a prenotare i biglietti per lo spettacolo del 27 gennaio contattando l'utenza telefonica e la mail del TeatroCrest: 3280010900 e cinziasartini@teatrocrest.it.

TANTO VALE DIVERTIRSI

Punto di partenza e fonte d’ispirazione per “Tanto vale divertirsi” è stato il campo di transito di Westerbork in Olanda, dove tra il 1942 e il 1943 si ritrovarono molti nomi di primo piano della scena europea: Camilla Spira, Max Ehrlich, Kurt Gerron (reduce dal grande successo de “L’Angelo Azzurro” pochi anni prima), ma anche il pianista Willy Rosen o il duo swing “Jonny e Jones”, per citarne alcuni.

A Westerbork, tappa intermedia verso lo sterminio, c’era anche un teatro dove questi artisti continuarono ad esibirsi per allietare non solo il pubblico degli internati, ma soprattutto i loro carcerieri e aguzzini accomodati nelle prime file. Espulsi dai set e dai palcoscenici sui quali avevano primeggiato, le loro performance si replicavano in situazioni sempre più dure: i campi di transito, poii ghetti e i campi di sterminio.

“Un po’ per celia, un po’ per non morire!” diceva Ettore Petrolini citando Madama Butterfly. E non è proprio per esorcizzare la morte che l’uomo, o qualcuno più su, ha inventato la risata? E cosa c’è di meglio, allora, che cambiare una brutta tragedia, il famoso Amleto di Shakespeare, in una farsa che possa far morire... dal ridere? Tre strampalati attori comici ci proveranno disperatamente in una misteriosa corsa contro il tempo: vaudeville, teatro comico futurista, kabarett, avanspettacolo, rivista, umorismo yiddish sono mescolati in un gran pentolone con le parole del bardo inglese. Un surreale omaggio alla comicità del ‘900 e alla sua Storia: una incessante gioiosa cavalcata tra frizzi, guizzie lazzi in fuga da una tragedia che intanto rincorre, s’avvicina, non s’arrende e soprattutto non si rassegna alla sconfitta. Vuole riprendersi ciò che è suo. Sorge il dubbio che ci sia poco ormai da ridere. Eppure... “Non abbiamo più molto da perdere, mi sembra. Tanto vale... Divertirsi. No?

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